I nostri giovani di Giovanni Scandizzo

Alcune riflessioni di un nostro compaesano.

Lettera aperta a tutta la comunità di Rofrano.
La tragica morte di Pasquale Lettieri di anni 19, avvenuta per annegamento, nel pomeriggio di martedì 17 luglio verso le ore 18:30, nel mare di Palinuro in località saline, ritengo sia la causa di un altro episodio a dir poco "sorprendente" la grande personalità ed umanità dimostrata dai suoi coetanei "in primis" e di tutta la gioventù abitante in questo nostro caro paese.
I SUOI CARI AMICI
Essi si sono impossessati della loro vita, si sono resi conto di essere parte di una comunità della quale possono andare fieri, dimostrando di possedere il senso dell' appartenenza,  e questo consentirà loro di guardare al domani con rinnovata fiducia.
La grande solidarietà che hanno dimostrato in questa vicenda verso il carissimo Pasquale e la sua famiglia ci ha dimostrato di cosa sono capaci. Nessuno di loro si è risparmiato nella ricerca spasmodica del corpo del loro amico e non si sono arresi fino a quando non l hanno trovato.  Dopo che le autorità hanno consentito il trasferimento dello "stesso" al luogo di provenienza,  essi , con alla testa i suoi cari genitori e famigliari, lo hanno scortato e riportato a casa. Dopo aver assistito a tutto questo la domanda che pongo a tutti noi genitori è la seguente.
I nostri figli, "noi" li conosciamo bene?
Quando si parla di loro i luoghi comuni ce li descrivono come: "Troppo giovani,  ed inesperti, svogliati,  non hanno il senso del dovere,  non collaborano,  non salutano, non hanno valori, vivono solo attraverso il telefonino (smartphone) e non lo lasciano mai" Mi permetto di far osservare che il comportamento vhe hanno avuto nella triste e dolorosa vicenda, e che li ha visti protagonisti,  dimostrando un carattere non comune, smentisce clamorosamente tutti i luoghi comuni che li riguardano.  Alla luce di tutte queste vicende la nostra comunità è chiamata a riflettere non poco. Dobbiamo stare loro più vicini,  criticarli quando sbagliano ma anche incoraggiarli e spronarli quando lo meritano. Ricordiamoci che i tempi che stiamo vivendo per loro non sono affatto favorevoli,  la società attuale,  nella quale sono costretti a vivere,  non li aggevola per niente , li considera solo dei consumatori o dei polli da spennare.  Noi adulti abbiamo il dovere di aiutarli e far capire loro che la vita è una grande e stupenda avventura,  ma e vietato distrarsi per non incappare in situazioni spiacevoli e di non ritorno.
Come comunità abbiamo anche il dovere di riconoscere che il loro disinteressato impegno in questa triste vicenda ha messo in luce tre cose: 1 che abbiamo dei ragazzi e ragazze straordinari, essi hanno risuscitato in noi l'orgoglio di essere rofranesi e ci ricordano che siamo tutti figli di un popolo glorioso di essere rofranesi che viene da molto lontano, e che ha fatto la storia del territorio nel quale viviamo,  e di buona parte del territorio cilentano. Difficile a crederci vero? Visto l'ignavia e il degrado culturale nei quali siamo  caduti. Ma la storia, quella vera e documentata,  ci dice che è cosi. Il resto non solo leggende e luoghi   comuni.  Come si potrebbe  dire oggi?  E roba da smartphone.  Un caro saluto a tutti.

Giovanni Scandizzo


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