Qui la questione è un' altra

30 mag 2009

Una sentenza che farà testo nella giurisprudenza penale, per la prima volta un giudice, del Tribunale di Vallo della Lucania, ha condannato un webmaster per reati di diffamazione a mezzo internet.

26 nov 2013

Condannato dal tribunale di Vallo della Lucania in primo grado, il webmaster è stato assolto in appello dal tribunale di Salerno in quanto il fatto non costituisce reato.

Tutti sono sensibili sulla questione dei bambini che subiscono violenze ma qui la questione è un' altra.

 Durante gli anni che mi sono dovuto difendere dal processo che ho sintentizzato tramite quanto allora scrivevano i media locali, ho avuto modo di studiare e approfondire molti altri aspetti di internet e di quanto la nostra legislazione in merito all' information tecnology comunication, abbreviato con ITC, sia in ritardo nel nostro paese.

Leggendo sentenze una dietro l'altra, un giorno lessi una sentenza per un caso di pedopornografia che riguardava un professore.

Questo professore navigando su siti web dal contenuto pornografico, visionò pagine contenenti titoli del tipo "diciasettenni calde" che successivamente si rivelarono porno star professioniste e abbondantemente maggiorenni.

Nel nostro paese dunque basta un niente per finire nei guai ed immaginate il povero professore che con un accusa di pedopornografia cosa ha dovuto subire nel frattempo si arrivasse a sentenza di assoluzione in terzo grado di giudizio.

Immagino ora cosa stia subendo Nicola, in un paese dove la legislazione che riguarda l'ITC è ancora in una fase embrionale, dove i giudici e gli agenti di polizia molto spesso non sono ben preparati sull'argomento o non hanno testi normativi idonei, dove a fatica si trovano avvocati esperti di diritto della rete Internet, dove i media moderni puntano a far crescere il numero di visite sui propri siti web anzichè raccontare con professionalità la cronaca giudiziaria.

Il G.I.P. Valeria Campanile ha liberato Nicola perchè non sussiste una delle 3 ragioni per la custodia cautelare e nel caso di Nicola può essere la reiterazione del reato se di reato si tratta.

A Nicola non è stato trovato alcun "archivio strano" altrimenti nessun giornale avrebbe tardato a scriverlo ma come molto probabilmente è, si tratta di file che vengono scaricati anche in maniera automatica durante la navigazione, sul pc di Nicola non è stata ancora fatta nessuna perizia tecnica la quale potrebbe semplicemente ritrovare software maligno che lo scagionerebbe immediatamente o potrebbe anche essere un altro caso simile a quello del professore che ho poc'anzi menzionato.

Le mie sono solo supposizioni che non escluderei dall'essere vicine alla realtà.

Conoscendo Nicola so che non è esperto di navigazione quindi fatta un pò di matematica spicciola credo che il discorso si potrebbe già concludere ma i tempi sono quelli della magistratura Italiana che per un'accusa di concorso in diffamazione attendi circa 9 anni e te ne torni a casa con formula assolutoria in quanto il fatto non è previsto dalla legge come reato.

L'ultimo punto della questione riguarda da dove è partito tutto. 

Nessuno crede che la Guardia di Finanza sia arrivata a Rofrano  senza l'input di qualche cittadino vigilantes.

Nessun giornale ha scritto di presunti reati contestati sulla sua attività professionale o di politico.

Come ha sottolineato più volte il Vice Sindaco sono stati numerosi i ricorsi anonimi che in questi primi 9 mesi di amministrazione sono già pervenuti a Carabinieri e Tribunali.

Vorrei avere un altra idea di una comunità come Rofrano, la vorrei anch'io bella in ogni aspetto ma purtroppo non è questa la realtà, forse anche a me oramai qualcosa sfugge perchè sono da troppo tempo lontano ma se si arriva a tanto il punto di ritorno è stato superato, forse quello che c'è avanti è solo un infelice lotta di documenti e ricorsi. 

P. 

rofrano, sindaco, nicola cammarano, guardia di finanza, ricorsi

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