Conosci Massimo, conosci Rimaflow” racconta la storia che coinvolge Massimo Lettieri e tante altre persone, accomunate da un progetto ben preciso: preservare la dignità umana attraverso il lavoro onesto e ribaltare le ingiustizie sociali, in alternativa alla tendenza che privilegia un’economia che tutela i forti e rende “schiavi” i deboli.
Rimaflow è una società cooperativa sociale, con sede a Trezzano sul Naviglio, che si legittima al di fuori dell’economia di mercato tradizionale, quella che si concentra unicamente sul profitto, se pur legittimo. L’idea alla base del progetto Rimaflow tende, invece, ad un’economia responsabile, che vuole dare spazio all’etica del lavoro, alla virtù e all’onore, alla solidarietà concreta, al benessere dei lavoratori, al rispetto per l’ambiente e ad un principio che oggi è diventato di fondamentale importanza: l’inclusione.
Cosa significa inclusione? Il significato profondo di questa parola pone come obiettivo il fatto che nessuno deve più rimanere escluso dalle possibilità sociali, lavorative e culturali. Tutti hanno il diritto di avere le medesime possibilità per sviluppare la propria autodeterminazione, la propria emancipazione, di provvedere in autonomia alla propria esistenza e a quella dei propri cari, senza aver più bisogno di assistenzialismo o di carità, condizioni che, generalmente, instaurano uno stato di sudditanza da cui è difficile affrancarsi.
Il libro racconta brevemente della vita di Massimo, delle sue origini e della sua partenza da Rofrano, piccolo comune in provincia di Salerno, per cercare in Lombardia una condizione di lavoro migliore; il libro racconta del suo lavoro presso la Murray, poi Maflow, e che alla fine diventerà Rimaflow. E’ in fabbrica che Massimo si appassiona ai bisogni sociali dei lavoratori, alla politica sindacale, diventando delegato della Rappresentanza Sindacale Unitaria. Si impegna, così, anche a fianco dei lavoratori di altre fabbriche a rischio chiusura e partecipa a varie manifestazioni e assemblee per sensibilizzare quante più persone possibili alla lotta operaia. Quando Maflow nel 2013 diventa Rimaflow nel contesto di un progetto di autogestione per scongiurare la fine del lavoro per tanti operai, Massimo assume il ruolo di legale rappresentante della Cooperativa, nella consapevolezza e con l’impostazione mentale, che un progetto del genere non sopravvive attraverso l’impegno di una sola persona, ma grazie alla collaborazione e alla corresponsabilità di tutti i membri coinvolti, senza l’illusione di potersi arricchire, ma con la certezza di poter garantire un lavoro onesto a tutti i Soci.
Il libro raccoglie le testimonianze di tutti coloro che hanno voluto far sentire la propria voce e la propria vicinanza a Massimo, in seguito al suo arresto (luglio 2018) e a Rimaflow, che si è vista congelare i conti correnti, impedendo così, di fatto, il proseguimento delle sue attività. L’inchiesta in cui è coinvolta la cooperativa riguarda presunti reati di natura ambientale per una serie di autorizzazioni mancanti, e il reato associativo, perché, se i fatti contestati fossero provati, risulterebbero coinvolte diverse persone, in accordo tra loro.
In realtà, la vera “colpa” di cui si sono macchiati gli operai di Rimaflow, è stata quella di ricercare la dignità lavorativa, adoperandosi per mantenere in vita una struttura produttiva le cui scelte aziendali avevano determinato la delocalizzazione all’estero delle sue attività produttive (caso, purtroppo, frequente nei Paesi occidentali), condannando, di fatto, alla disoccupazione i dipendenti.
Sono state raccolte e sono pervenute centinaia di firme dall’Italia e dal mondo, dagli ambienti accademici e della ricerca, dalle associazioni politiche, sociali, culturali, e religiose, dalla gente comune, affinchè la giustizia faccia il suo giusto corso e venga restituita la libertà a Massimo e alla Rimaflow.
Attraverso le varie testimonianze di coloro che hanno conosciuto Massimo e i suoi collaboratori, si percepisce la bontà e l’onestà intellettuale di questo progetto cooperativo, che non rappresenta solo una possibilità di posti di lavoro, ma anche di attività culturali, promozione di socialità e solidarietà nelle periferie in cui la gente vive sempre più ai margini della società.
Molto densa di significato la lettera che Massimo ha scritto dal carcere, una lettera che dovrebbe colpire la coscienza di tutti, e cosa che ha più colpito chi scrive in questo momento, una testimonianza della vita carceraria, che forse non ha mai adempiuto alla sua funzione rieducativa e di reinserimento pieno nella società civile, rendendo i poveri ancora più poveri, materialmente e spiritualmente.
E’ doveroso leggere questo libro, in un mondo in cui impera l’egoismo, l’indifferenza e la superbia, in cui coloro che detengono il potere cercano di affossare, ingiustamente, le iniziative volte a combattere la disoccupazione, in cui la resistenza e la resilienza, non vengono riconosciute come doti di grande valore.
Va ricordato che il costo del libro è di 10 euro e l’importo è devoluto alla copertura delle spese legali che la Cooperativa e Massimo dovranno sostenere. 

Recensione Mariantonella Pandolfo

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